EAGLES

Gli Eagles sono stati un gruppo musicale rock statunitense proveniente da Los Angeles, formato nel 1971 originariamente da 4 componenti: Glenn Frey, Don Henley, Bernie Leadon e Randy Meisner; dopo vari cambiamenti di formazione e una lunga pausa dal 1980 al 1994, il gruppo si è sciolto nel marzo 2016, a causa della morte di Glenn Frey, avvenuta due mesi prima. Il loro disco Their Greatest Hits (1971-1975) ha venduto oltre 42 milioni di copie nel mondo di cui 29 milioni solo negli Stati Uniti. Il loro album di maggior successo è Hotel California.

CURIOSITA’:

gli Eagles non furono presenti alla cerimonia di consegna dei premi perché Don Henley non credeva nelle gare.Don Felder, che compare nei credits della canzone Hotel California per aver composto la musica ha raccontato nel suo libro, Heaven and Hell: My Life in The Eagles, che la melodia di Hotel California è nata mentre si trovava in spiaggia con la sua chitarra

Hotel California ha almeno 26 cover, tra cui figurano quelle di Nancy Sinatra e Marilyn Manson.

Gli Eagles hanno dovuto registrare Hotel California tre volte. Non tanto per via di difficoltà tecniche, ma perché Henley riuscisse a trovare la giusta intonazione. Hotel Califonia, infatti, è cantata in si minore.

Il brano che dà il nome all’intero album, “Hotel California”, è una ballata che compare all’inizio e alla fine del disco. Le premesse di questo brano sono straordinarie, si intuisce subito da come esordisce che si tratta di un gran bel pezzo, di quelli che restano impressi nella memoria per sempre. Dopo i primi accordi di chitarra arriva la batteria, a scandire il ritmo in maniera impeccabile. Subito chi ascolta viene catapultato nelle immense distese del West Coast americano: è da questi ambienti, infatti, che gli Eagles traggono ispirazione per comporre i loro capolavori musicali.

Il rock stile country del gruppo, pur essendo americano a tutti gli effetti, è stato molto apprezzato anche all’estero. Agli Eagles deve riconoscersi, oltre ad una tecnica ammirevole, anche una spiccata originalità. Basta ascoltare con attenzione il singolo “Hotel California”, con il suo lungo assolo di chitarra elettrica alla fine del pezzo, per capire che siamo di fronte ad un gruppo che ha segnato la storia musicale negli anni Settanta.

Circa il testo della canzone che dà il nome all’album, esistono diverse interpretazioni. Per alcuni “Hotel California” si riferisce ad un hotel di San Francisco che viene trasformato in una chiesa dedicata a Satana, per altri invece l’Hotel California di cui si parla nella canzone è in realtà il manicomio di Carminio, che si trova in California. Gli Eagles, intanto, non sono mai intervenuti a confermare l’una o l’altra teoria.

Il testo della canzone parla di un viaggiatore che si ferma per riposare in un hotel, appunto l’Hotel California, che dapprima appare bellissimo ed invitante, poi si trasforma in un posto terrificante. La canzone affronta, in maniera oscura e metaforica, il tema della fugacità del sogno americano,oppure è (come gli Eagles stessi dichiararono) una metafora sulla dipendenza dagli stupefacenti (visto che in quel periodo i componenti del gruppo avevano problemi con le droghe e l’alcol). Il testo della canzone, esaminato da alcuni critici musicali, par che contenga riferimenti al Diavolo ed abbia quindi un contenuto satanico, ma potrebbe trattarsi solo di interpretazioni fantasiose diffuse sul web.

Ecco i singoli contenuti nell’album “Hotel California”: “New Kid in town”, “Wasted time”, “Life in the Fast Lane”, “Wasted time (reprise)”, “Pretty Maids All in a Row”, “Victim of love”, “Try and love again”, “The last resort”. “New kid in town” è un brano lento e melodico, dominato dal suono delle chitarre elettriche. “Life in the fast Lane” è invece un brano rockeggiante che non entusiasma più di tanto. “Wasted Time” è un pezzo molto romantico, nel quale si armonizzano i suoni classici del piano e dell’orchestra di archi. I restanti brani che compongo l’album non sono niente di eccezionale, alcuni li hanno definiti un po’ banali.

“The last Resort”, in particolare, che comincia con un attacco del pianoforte che lo rende interessante, per poi cadere in vocalizzi che ne condizionano negativamente l’esito. L’album “Hotel California” è rimasto per lungo tempo ai vertici delle classifiche, ed è inserito dalla rivista “Rolling Stones” tra i cinquecento album migliori di sempre.

SIGNIFICATO NOME:

EAGLES: originariamente chiamati “Teen King and the Emergencies” cambiarono il nome della band in Eagles (“aquile”) perchè amavano il suono della parola e perchè in questo modo sarebbero stati “allineati” alla band The Byrds (da birds ovvero “uccelli”) che ha avuto una grande influenza su di loro.

I BRANI MIGLIORI:

Desperado (Desperado, 1973)

La vita da fuorilegge, e quella da rockstar – eccessi, droghe e pistolettate – hanno un loro fascino e un loro senso, per un po’. Ma arriva un momento in cui “le cose che ti piacevano cominciano a far male”. “You better let somebody love you, before it’s too late”.
(Nella ripresa alla fine del disco, compare però un ripensamento: “maybe tomorrow”).

Doolin-Dalton (Desperado, 1973)

Tutti sanno dei fratelli Dalton, la gang di fuorilegge che ha legato il suo nome ai miti dell’epopea western (se non altro per la citazione dei personaggi nei fumetti di Lucky Luke). Meno noto è il nome di Bill Doolin, dapprima con i Dalton e poi in proprio con la sua gang, dal nome invece più noto: il Mucchio selvaggio.
Gli Eagles la scrissero con Jackson Browne.

Already gone (On the border, 1974)

Giro di chitarra superwestern e via con le motociclette sulla strada polverosa. Bella mia, mi dicono che vai in giro dicendo che sei stufa di me, ma sta’ bene a sentire, sai che c’è? Che io me ne sono già andato, e sai cosa? Mi piace anche parecchio. “Uh-uh-uuuh!”.E ricordati questo: quando guardi il cielo puoi anche pensare di vedere le stelle, ma non è detto che tu veda la luce (che poi, come si sa, avviene il contrario).

Ol’ 55 (On the border, 1974)

Lo sapete che è di Tom Waits, vero? E lo sapete che nella versione di Tom Waits è tutta un’altra cosa, vero? Bene, anche questa se la cava, comunque, mentre il sole cala nel selvaggio west.

Hotel California (Hotel California, 1976)

«Un reggae-rock spagnolo» lo definisce Glenn Frey. «Volevamo fare qualcosa che somigliasse a quello che facevano gli Steely Dan e inventarci qualcosa di cinematografico, con testi più originali». Beh, ci riuscirono, che diamine. Bumbum. La chitarra è tutto merito di Joe Walsh e il cielo gliene renda merito. Metafora di qualsiasi cosa: il successo, la droga, la follia. Somiglia assai a una precedente canzone dei Jethro Tull, “We used to know”. Per eventuali pellegrinaggi, l’hotel sulla copertina del disco è il Beverly Hills Hotel: 9641 Sunset Boulevard, Beverly Hills, California 90210.

Wasted time (Hotel California, 1976)

Le probabilità che vi innamoriate di una ragazza fanatica degli Eagles al giorno d’oggi sono realisticamente limitate. Ma hai visto mai, qui si svolge anche una funzione di servizio. E allora non arrivate al primo appuntamento senza sapere a memoria le parole esatte di “Wasted time”, e soprattutto, al primo litigio, ripresentatevi solo con un ramo di palma e sulle note di “Wasted time”. Possibilmente a cavallo.

 

I can’t tell you why (The long run, 1979)

La ballatona sentimentale degli Eagles. Loro litigano, e sono lì lì per lasciarsi ogni volta, ma poi restano. Non si sa come vada a finire, ma in fondo è un problema loro. O no?